Lo Sci per tenersi in forma

Che tipo di equipaggiamento e' bene portare con se' durante lo sci

La montagna di per sè non è pericolosa, ma occorrono comunque alcuni accorgimenti poiché difficilmente nel caso in cui ci siano dei pericoli sarà presente nelle vicinanze un centro di assistenza medica; innanzitutto è necessario essere in buone condizione fisiche e poi considerare che il tempo può variare molto velocemente.

D'inverno le escursioni risultano maggiormente impegnative e in questa stagione sarebbe meglio vestirsi a strati, poiché il tempo varia velocemente, per esempio: maglia a maniche corte, maglia a maniche lunghe, felpa e giaccone (antivento, traspirante) e scarponi da trekking che generalmente non sono pensati per tenere i piedi al caldo, ma solo all'asciutto, per questo motivo è importante munirsi di uno o più calzettoni generalmente privi di cuciture.

I pantaloni dovrebbero essere "tecnici", vale a dire con tessuti innovativi ergonomici e con una buona resistenza.

I guanti (più di un paio) indispensabili per le escursioni, devono essere di diverso spessore a causa delle varie escursioni di temperatura, per questo motivo sarebbe utile averne più di un paio con sè.

Per quanto riguarda l'equippaggiamento è consigliabile portare con sè: una cartina geografica o una mappa geografica, una bussola, un coltello multiuso, una cassetta di pronto soccorso, torcia elettrica, acqua e viveri ricchi di fruttosio come datteri, miele, uva secca.

Per evitare di smarrirsi in montagna sarebbe utile rimanere all'interno dei sentieri segnati dalle organizzazioni regionali o dal Club Alpino Italiano; queste mappe sono pubblicate da questa organizzazione che si occupa anche di indicare i vari rifugi e casere del percorso.

Per quanto riguarda lo sci esso si suddivide in: sci alpino, nordico e d'alpinismo e d' orientamento; non si sa bene quando esso siana nato esattamente, i primi ritrovamenti si aggirano attorno al 2500 a.C in Svezia.

Più innovativi i Lapponi che 2000 anni a.C utilizzavano sul piede destro uno sci simile come forma e dimensione a quelli attuali e su quello sinistro uno molto più corto e con sotto pelle di foca utile per darsi la spinta..

Pare adirittura che la colonizzazione dell'America sia avvenuta con gli sci, con i quali è infatti possibile percorrere dai 300 ai 400 km al giorno.

A metà dell'800 lo sci divenne sport grazie al norvegese Sondre Nordheim che gli attribuì uno stile chiamato telemark.

Lo sci in Italia si diffuse nel 1897.

L'ingegnere Adolf King, di ritorno dalla Svizzera, portò con sè un paio di ski (allora si chiamavano così) in frassino e, dopo aver coinvolto in questa attività anche amici, fondò il primo Club Italiano di Ski.

Al nome di King fu attribuito un episodio curioso: i primi montanari che videro l'ingegnere sciare con una lunga barba bianca e uno stile disinvolto fuggirono spaventati gridando: "el diau, el diau".

Il passaggio da legno a materiale metallico avvenne per opera di un pilota chiamato Head, che essendosi scordato a casa i propri sci, provò ad utilizzare i pattini presenti all'interno dell'idrovolante.

Le piste da sci più frequentate sono: il Cavalese in Trentino Alto Adige, che vanta uno dei migliori comprensori scistici.

Per gli appassionati dello sci da discesa il comprensorio è ben collegato al comprensorio sciistico dell'Alpe Cermis, che raggruppa dieci impianti di risalita che servono le svariate discese sciistiche.

I moderni impianti di risalita di Cavalese sono suddivisi in una funivia, due cabinovie, tre seggiovie e due sciovie che servono dodici piste da sci.

Altra tappa è il Monte Cimone, uno dei primi comprensori nati in Italia, comprensivo di 22 impianti di risalita e uno skipass che permette l'accesso a tutte le discese.

Il Monte Cimone è molto variegato per quanto concerne le piste.

E' infatti possibile imbattersi in piste adatte a bambini e principianti o alle cosidette "piste nere" dove I tracciati sono decisamente più complessi.